domenica 9 maggio 2010

Ahorita

Qua i ritmi sono generalmente rilassati (non parlo di musica).
Siamo in Latinamerica, Tropici, Caraibi, insomma fa caldo e la vita va un po' più a rilento.
Anzi, no. Non è esattamente così.
La verità è che hanno i loro tempi, non serve mettere fretta, a volte è estenuante (soprattutto con la burocrazia, manco a dirlo) ma altre volte sono insolitamente rapidi (efficienti è un altro paio di maniche): ho portato un jeans dal sarto dietro casa e dopo mezz'ora era pronto l'orlo (2 euri).
La cosa importante è non fare programmi quando ti viene detto "nos vemos ahorita".
Ahorita - o anche horita - può essere mezz'ora, un'ora o due o quattro, o può anche essere nunca: mai.
Non è infrequente che il tecnico dell'aria condizionata ti faccia stare tutto il giorno in casa ad aspettarlo e poi non viene nonostante al cellulare ti ripeta che arriva horita.
O che tu passi il pomeriggio a preparare una cena speciale per una ragazza e dopo un'ora di ritardo rispetto all'orario dell'appuntamento la chiami e lei ti dice candidamente che ha avuto un problema (mal di testa, mal di gola, apagon, salon cerrado, mamma o nonna o figlio malati), e che però horita viene, e si presenta a mezzanotte.
Insomma, ahorita è un concetto astratto, indefinito ed estremamente pericoloso.
Dal quale però è difficile sfuggire.

Nella foto, il Reloj del Sol (1753), che si trova davanti al Museo della Casa Reale, nella Ciudad Colonial. L'ho fotografato in modo che si vedano le due facce: una per le ore della mattina, l'altra per il pomeriggio. Se interessa posso pubblicare altre info e foto. Però non subito. Ahorita.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

bhe...mi troverei bene con la horita....
Un abbraccio francesco e in bocca al lupo. Spero di venirti a trovare.

Francesco Sta

Francesco Abbatescianni ha detto...

ciao Fra, crepi (il lupo).

Claudio ha detto...

Questo tuo blog mi sta intrigando. Quasi quasi lascio tutto (il 'qui e subito') e vengo da te (ahorita).
Appena metto da parte un bel gruzzolo... ma poi penso che là lavoro per me non ce n'è.

Francesco Abbatescianni ha detto...

Claudio, secondo me ce n'è. Dammi tempo che indago. Intanto, a spagnolo come stiamo?

piera ha detto...

bravo, davvero; sei stato coraggioso e hai deciso di rischiare; faccio il tifo per te e guardare il tuo blog mi ha fatto tornare a galla tanti desideri sopiti e la voglia di mettermi in gioco ancora; grazie Francesco, tornerò a visitarti ancora. Besos

Francesco Abbatescianni ha detto...

Grazie Piera, bello ritrovarti.
Un abrazo, torna presto!