giovedì 13 maggio 2010

Apagones

Qui come del resto a Cuba e a Porto Rico (i Paesi vicini che ho avuto modo di visitare) i cavi della luce e del telefono sono volanti, e spesso per strada devi scansare fili appesi e staccati, che non promettono niente di buono.
I grovigli sono pazzeschi, e non invidio i tecnici che ogni tanto si devono arrampicare per aggiustare un trasformatore o rimediare a un accrocchio.
Credo che la foto (scattata nella strada di casa mia) renda l'idea.
Non mi chiedete cosa sono quei bidoni perché sto ancora cercando di scoprirlo. Il problema è che qui (come a Cuba, scusate per i riferimenti continui ma non posso evitarlo) ognuno ha una sua teoria, spesso articolata e fantasiosa (se non leggendaria), mai concordante, e non di rado si aprono dibattiti sul perché e sul percome - e devo dire che quando uno ha tempo e pazienza è anche gradevole assistere e perché no partecipare al dibattito, anche se non ne capisci un cacchio, tanto non ne capisce un cacchio nessuno.
Frequenti - anche in questo caso come a Cuba - sono gli apagones, ossia i blackout.
Sul perché capitano ci sono varie scuole filosofiche, gnoseologiche ed epistemologiche.
Sicuramente La Repubblica Dominicana non ha i problemi di bilancio statale che ha Cuba, quindi è difficile credere ci siano motivi economici. Secondo alcuni l'energia prodotta è addirittura superiore al fabbisogno, quindi proprio non capisco. Soprattutto se penso quanto cara è la bolletta della luce.
Mi limito a constatare che gli apagones capitano anche qui nella Zona Colonial (nei quartieri periferici e popolari capita praticamente ogni giorno, a volte ad orari fissi), e se uno non ha il generatore - inversor o planta full, a seconda delle finanze - tocca stare ore senza luce, ventilatori, aria condizionata, internet, radio, tv, e colla roba nel freezer che comincia a scongelare.
Se fa caldo - e fa caldo sovente - e la luce non torna per tutta la notte, il tuo letto diventa praticamente un sudario, hai voglia a spalancare finestre e balconi, serve a niente.
Ma non solo: se non c'è luce non funziona manco il salon, il parrucchiere, e allora la chica con la quale avevi appuntamento ti darà buca
Perché se non può arreglar el pelo - sistemare il capello, attività che richiede tra le tre e le otto ore, comprendendo anche le extensions, il trucco e le uñas acrílicas (v. foto) - non si sentirà abbastanza bella, e allora dieci a uno che non verrà.

6 commenti:

Gioacchino Rosa Rosa ha detto...

La curiosità è femmina e dato che a me le femmine piacciono voglio soddisfare un suo capriccio. Pur assicurando la puntuale consultazione del blog, ella si domandava se prima dell'arrivo dei cavalieri dell'apocalisse fosse possibile anticipare il suo pensiero su questo argomento: 10 motivi per trasferirsi a Santo Domingo e 10 ragioni per desistere dal farlo.
Grazie caro.

Riccardo Luchetti ha detto...

Ma le dominicane (o come si chiamano) poi con quelle mani.....così agghindate.....mè .....che ci siamo capiti.....

Chillulla ha detto...

Considerando le uñas, forse non è del tutto negativo che non si presenti.

Cristiano ha detto...

eh si, a ciunn' è bell', anche se emana un odore falotico.
Ti abbraccio.

Francesco Abbatescianni ha detto...

Gioacchì, ci lavoro.
Per il momento posso fare 5 e 5.
Se iddio vuole e resto qua, integriamo le tavole della legge sulla base dell'esperienza.

piergiorgio ds ha detto...

Ciao Francesco,

i bidoni sono trasformatori, da qualque migliaio di volt a 110.

E' divertente vederli esplodere quando ci sono gli uragani, fanno un botto enorme...